Dopo le cure


Qualità della vita dopo le cure

La qualità della vita dopo la cura di un linfoma dipende da diversi fattori: età del paziente, presenza di altre patologie, tipo di risposta alla terapia (parziale o completa) e durata, stato sociale, “aggressività” del percorso terapeutico, eventuali complicanze post-terapia.

Per monitorare la qualità della vita il medico ematologo-oncologo continuerà a seguire il paziente per il cosiddetto follow-up (valutazione periodica post-terapia) nel corso del quale saranno effettuati controlli periodici e prescritte eventuali terapie. In questa fase non è infrequente che il paziente si senta ansioso (per paura di un ritorno della malattia) e allo stesso tempo “trascurato” per il diradarsi dei controlli in caso di buona risposta.

La comunicazione con il proprio medico è sempre fondamentale sia per essere rassicurati in merito alle tempistiche e modalità di svolgimento dei controlli sia per monitorare gli eventuali effetti collaterali delle terapie a lungo termine.

Effetti collaterali a lungo termine

Con il termine “Late Effects” si intendono tutte le patologie successive a un trattamento chemio-radioterapico e a esso correlabili.

Con il termine «Long Term Effects» si intendono tutte le patologie conseguenti a un trattamento chemio-radioterapico insorte dopo il trattamento e perduranti nel tempo.

I principali possibili effetti collaterali tardivi si possono suddividere in 4 categorie:

  • Seconde Neoplasie: sono tipicamente tardivi con comparsa a 10 o più anni con un incremento di rischio rispetto alla popolazione normale che si pensa possa perdurare per 30 anni dopo il termine della terapia. I più comuni sono i tumori della mammella, quelli polmonari e del tratto gastrointestinale. La radioterapia e gli agenti alchilanti sono i provvedimenti terapeutici più imputati. Abitudini quali fumo e consumo di alcolici incrementano ovviamente il rischio in particolare per il tumore polmonare e gastrointestinale.
  • Endocrinopatie: alcune terapie possono facilitare l’insorgenza di disturbi di funzionamento delle ghiandole endocrine adibite alla produzione di ormoni.
  • Patologie cutanee: alcuni chemioterapici possono avere effetti sulla cute che si presentano con alterazioni di colore, tendenza alla disidratazione e iper-sensibilità in caso di esposizione al sole.
  • Cardiopatie e Pneumopatie: alcuni farmaci antitumorali possono indurre cardiotossicità. Il fenomeno può valere sia per alcuni farmaci di vecchia generazione come le antracicline che di nuova generazione considerati in genere più selettivi.

Per prevenire o tenere sotto controllo tali effetti sono programmati controlli sia durante la terapia sia durante la fase di follow-up post terapia. Uno stile di vita corretto (dieta, esercizio fisico, ridotto consumo alcolico, astensione dal fumo) aiuta la prevenzione e il controllo di tali effetti.

Dopo la terapia durante  il follow up sono abitualmente pianificati alcuni esami di controllo il cui tipo e frequenza è basato sul tipo di chemioterapia eseguita. Si tratta in particolare abitualmente di:

  • visita cardiologica ed ecocardiogramma;
  • controllo della funzionalità tiroidea (FT3, FT4, TSH) ed eventuale ecografia tiroidea;
  • controllo pneumologico (spirometria globale con valutazione dei volumi polmonari).

Visita anche la pagina della Commissione Scientifica FIL lungosopravviventi – multimorbidità.

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